Erika Skorza – I’m A Big Bluff

Dopo la scrittura nel 2009 del suo primo EP Emerald, che si muove tra un rock metal e blues, le collaborazioni da corista con Dalla e Zero, la creatività e la forza di Erika Skorza viene finalmente tutta fuori con una voce versatile e potente che con I’m A Big Bluff esplode in tutta la sua forza. Il disco interamente cantato in inglese, ci ricorda (personalmente almeno) certe tonalità della grande Amy, e lascio a voi immaginare quale, anche se qui la voce di Erika Skorza è prestata a musicalità a volte estreme che dimostrano quanto le sue siano corde vocali adattabili a qualsiasi pentagramma strumentale. Già dall’apertura del disco con Breathless la delicatezza con la quale Erika si presenta fa subito pensare che quella che stiamo ascoltando è una voce potente con un cantato che è anche leggibile, un pezzo che parla di quanto spesso si debba combattere contro i continui stati d’animo che ogni giorno contribuiscono a rendere la nostra vita una continua lotta. A far la sua parte anche un rock che non lascia scampo ad interpretazioni di genere ma che sostiene saldamente l’incredibile “ugola” che in questo disco fa di tutto. Certo che come esordio Skorza si presenta davvero bene, e qui statene certi “le rose fioriranno”. Il secondo pezzo, Criminal,è probabilmente quello che personalmente è piaciuto di più, ma si sa che nella musica tutto è soggettivo, e comunque giocare con la voce come fa la toscana in questione non è da tutti. E la conferma arriva con I’m A Big Bluff,il pezzo che dà il titolo all’album e che racconta di quella corruzione ed imbroglio così costanti purtroppo nella nostra quotidianità, soprattutto a livello politico ed affaristico. Ed è quanto mai azzeccata l’introduzione di questo brano che conduce la voce di Erika a diventare il gioco di uno splendido fraseggio dove, mi scuserà di sicuro la Skorza, ma a me sembra di sentire alcuni passaggi della grande Winehouse. Già perché ora la Skorza si è trasformata in una rocker che esprime potenza e delicatezza allo stesso tempo. Piece Of Cake è un pezzoche parla del passato dell’artista e lo fa con una bellezza struggente grazie a quella voce unica ed emozionante che sovrasta anche la bella chitarra elettrica che le fa da “sfondo”; perché ad una voce così gli strumenti possono solo essere da sfondo, nulla di più. Il rullo di tamburi iniziale introduce quasi ad una musica da film e ad un pezzo che potrebbe essere la colonna sonora di un film 007 e non solo, un pezzo che fa brillare ancor di più la potenza di un cantato come pochi in giro e badate che qui stiamo parlando di un disco d’esordio che ci lascia completamente basiti. Potenza, stile, testi, musica ed una grande voce sono gli ingredienti di I’m A Big Bluff un disco destinato a molto. Con Sweet Soul l’artista affronta il tema delle diversità e dell’amore tormentato il cui testo scivola prima di tutto su una chitarra acustica per poi finire sulla potenza tutta di un alternative rock da invidiare. Chiude The Cactus Song che con un bel gioco di basso iniziale, spinge la brava Erika ad un duetto tutto da ascoltare, una sorta di sfida tra strumenti, sì perché la voce di Erika è un vero e proprio strumento che ci fa dire: se questo è l’esordio, allora Erika sbrigati a pubblicare il seguito.

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