Wendy?! – In The Temple Of Feedback

Generalmente quando si vuol descrivere il contenuto di un disco lo si narra partendo da quella che rappresenta l’apertura di uno scrigno dove sono contenuti tutti i segreti dell’artista che ci troviamo ad analizzare. In realtà per questo disco dei Wendy?! meglio sarebbe partire dall’ultimo brano in scaletta e questo per un motivo semplice, per quella serenità di un pezzo come A Song For Johnny che rappresenta davvero il raggiungimento di quello stato di oblio dopo la navigazione nella acque di un rock che, per dirla in parole brevi, ci manca! E, come tutte le band della faccia della terra, costrette in tempi di pandemia a restarsene chiuse o a realizzare lavori utilizzando le tecnologie che il web ha messo e mette a disposizione, anche per i romani Wendy è giunto il momento di dare voce a questo disco nato un po’ con quella nostalgia anni 70 che quasi tutti ci ritroviamo in corpo. E così i Wendy, che annoverano ora in formazione la nuova bassista Paola “Croft” Altobelli, si fanno promotori di un bel rock senza fronzoli e senza nessun limite di genere, insomma un po’ come piace a noi che i dischi vorremmo tutti fossero variabili. E già con l’Intro si entra in quel girone rock che richiama in mente i vecchi suoni di un’epoca difficile a ritornare ma che comunque continua ad influenzare anche le nuove generazioni di musicisti. Ed è subito rock con TNMA (Tecnological New Middle Age) il secondo pezzo che si presenta a noi, con quell’idea di percorrere la strada seventies che si apre un po’ alla generazione successiva che molti di noi conoscono, quella stessa generazione che si è trovata catapultata poi nel punk un po’ troppo ingiustamente dissacrato. The King Of Mud ci culla con un piacevole rock’n’roll dove ci sembra di ascoltare di tanto in tanto certe battute chitarristiche tipicamente british, ma è con Rock These Ancient Ruins che l’album si appropria definitivamente di un suo stilema definitivo fatto essenzialmente di “rock”. Il cupo post-punk degli anni successivi sono qui incarnati da 27th Dream, con  lavoce intensa e la chitarra elettrica che rimanda ad una bella ballata tipicamente rock, ma quando giungiamo a Because Of You la serie di riff ed assoli dimostrano come la chitarra sia padrona assoluta. E quando giunge Spider Girl come si fa a non pensare allo Spider Man che tutti conosciamo, ma il bel ritmo di questo pezzo ci fa ben presto dimenticare certe situazioni ed allora ci spingiamo ad immaginare quali voli pindarici con il rock proposto la donna ragno può fare, già perché è facile immaginarsela sopra la nostra testa aggrappata ad una tela mentre c volteggia addosso. Anche il bel passaggio di note che giocano a rincorrersi con un notevole sostegno delle percussioni, rendono il successivo What Did You Get una ulteriore conferma che il rock è il pane quotidiano di questa nostrana band capace di chiudere questo bel In The Temple Of Feedback con un pezzo degno del migliore rock acustico. Un disco che con i testi capaci di muoversi tra intimo personale e sociale, da citazioni dylaniane ad omaggi a Johnny Genzale, merita più di un ascolto, statene certi.

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