Unimother 27- Presente Incoerente

Il nuovo lavoro di Piero Ranalli, in arte Unimother 27, è forse una confessione intima dell’artista, lo dicono i suoni e quella ricerca spaziale che anima questo bel disco.

Si capisce subito, ascoltando il nuovo lavoro di Piero Ranalli , in arte Unimother 27, che il suo è il lamento musicale di chi ha recentemente perduto qualcuno fin troppo caro; la musica, qui, è quasi un viaggio ipnotico nei pensieri di una mente colpita troppo profondamente dal dolore, mente che non accetta la realtà ma che allo stesso tempo cerca quella luce, anche sonora, di rinascita e di vita. Anche i titoli dei pezzi sono la proiezione di questo stato d’animo, fatto di pensieri, di riflessioni, di attimi che tentano di sfuggire quella realtà che purtroppo, pur dura, va accettata. E la musica ora ha un forte peso, più di prima, perché la musica può essere quel viaggio di riavvicinamento con chi si ama, con chi si è amato e non c’è più. Ma la di là di queste nostre intime riflessioni, “Presente Incoerente, pur nell’intento” – come scrive lo stesso Ranalli – “di essere il riflesso di una informazione sempre accessibile, frutto di un Assente Coerente, la cui forza, saggezza, generosità non ha eguali ma soprattutto non conosce opinioni, giudizi, personalizzazioni,” è anche un viaggio nel proprio animo, nel proprio intimo e lo si capisce bene da quei suoni tirati, un po’ oscuri forse, ma che tentano comunque di brillare e riprendere le posizioni che nei precedenti lavori Ranalli aveva assegnato in modo diverso. Come in quell’Abraxas … il Dio difficile da conoscere che se pur dal titolo sembra riportare un pò al Santana più mistico, in realtà è fuori dalle sonorità dello stesso Ranalli che ora, qui, diventa spaziale, quasi alla Ozric Tentacles che proprio nel suo ultimo lavoro, Space For The Earth, ha libertà sonora da vendere, come fa lo stesso Piero in questa bella produzione. Nel suo sapiente viaggio con Presente Incoerente, Unimother 27 colpisce al cuore quasi volesse dirci che tutto intorno a noi è incoerente, tutto si scontra con la tentata normalità, tutto si personalizza per poter essere sdoganati da chi la pensa diversamente. Ed Unimother 27 lo fa con passaggi sonori troppo spesso pesanti ma ricercati, suoni che tra tastiere e chitarra si normalizzano in quella cadenza ritmica che la batteria assegna loro. Un caso? Ascoltatevi attentamente Eros e l’Albero della Vita, anzi, partite proprio da qui ed andate a ritroso nell’album, vi accorgerete di come la musica possa raccontare tutto di noi, anche al contrario. Unimother 27 si presenta quindi con un nuovo lavoro, meno psichedelico degli altri, meno prog e più vicino alla ricerca sonora e devo dire la verità, non dispiace, perché come ha scritto sulla sua pagina facebook, qui c’è davvero quel “sognare la vuota pienezza del tutto”.

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