Sonny And The Stork – Nihil Difficile Volenti

Con una tiratura limitata a solo 100 copie (di cui la numero 84 è in nostro possesso) il lavoro dei Sonny And The Stork dal titolo Nihil Difficile Volenti arriva a noi in confezione cellofanata che, oltre al CD dal fronte psichedelico, contiene una bella cartolina che utilizzerò come segnalibro, un adesivo che di certo finirà sulla mia chitarra e tanta musica che colpisce come il rock che Diego Vermiglio e Giuseppe Pagnone compongono e propongono. Di due così ne conosco diversi ma dopo aver ascoltato il loro esordio del 2016, Dimenticati E Ritrovati, logicamente in streaming, mi sono fortemente convinto che questi due musicisti della provincia vercellese, orfani delle loro band che si ritrovano per il piacere di fare musica, hanno tanta di quella stoffa da vendere e lo dimostra questa nuova uscita a tiratura limitata che è un vero e proprio grido di rock’n’roll. C’è da dire che rispetto al loro esordio, in Nihil Difficile Volenti si nota già la maturità che il combo ha raggiunto nel tempo, segno di una certa capacità compositiva che guarda ad un rock che sta tra grunge, psichedelia e acid rock come se tutti e tre i generi si fondessero per poi offrire il marchio Sonny And The Stork.  Il disco che corre nel compact non lascia nessuno scampo all’ascolto, qui tutto profuma di quel rock puro come non lo si sentiva da tempo, suoni che girano su onde a volte grunge, a volte psych ma sempre con un velo di emozioni che diventano poi un’ammucchiata quando lo si ascolta con attenzione. Già con il brano di apertura Le Big Bang i suoni psichedelici all’avvio generano attenzione per quello che accadrà ed è bello scoprire con l’andare del pezzo che non ci siamo finora sbagliati nell’individuare che cosa sia questo duo. Conferma dataci dal successivo Gioco A Somma Zero che di rock ne ha tanto, rock tricolore a tutto campo dove si sente la zampata di Livio Magnini dei Bluvertigo che ha prodotto il tutto. Anche A Skanner Darkly,che insieme ad Erisimo e La Coperta Di Linus ha anticipato l’uscita del disco, mette a nudo quella ricerca sperimentale che il duo di fatto pone all’attenzione di chi ascolta. Qui, in questo album, non ci sono linee predeterminate, tutto è rock, tutto è musica di grande respiro, tutto qui è italico, anche la produzione. E come la musica mette a nudo la capacità del duo di saper fare rock, anche i testi non sono da meno, come con La Coperta Di Linus dove si racconta dell’immigrazione che se in passato vedeva i nostri nonni andar via, adesso sono i nostri giovani a doverlo fare anche se qui, il racconto, è visto dagli occhi di un migrante che attraverso il mare cerca la sua salvezza, e sono proprio quelle voci in chiusura di brano a darti poi il tonfo al cuore. Meno male che con la successiva Erisimo il ritorno al rock puro è un toccasana per riprendersi del tutto. Disco comunque ben fatto, brani bel legati tra loro, rock ad alto potenziale, senza strafare ma solo suonando perché questo è puro piacere e, quando un disco riesce, tutto è piacere per chi suona e chi ascolta. Infine volevamo segnalarvi il brano che a noi ha colpito di più, sarà che c’è un po’ di tutto quello che questo disco ha, una sorta di riassunto rock e psichedelia ma Virgulto (feat ENKIL) ha sapori musicali succulenti da vendere. Sarà forse che alla fine i tre dividono insieme il palco?

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