ROSTRO DEL SOL | ROSTRO DEL SOL

Un disco che ha dentro tutto il progressive jazz rock come non lo si sentiva da tantissimo tempo, e se questo è il buongiorno…….

Chi fino ad ora credeva che in Messico esistessero solo sombreri e cactus dovrà completamente ricredersi dopo aver ascoltato questo fenomeno musicale che vi proponiamo oggi, perché la band di cui vi parliamo, dall’altisonante nome di Rostro Del Sol, si presenta sulla scena come una granata pronta ad esplodere. Ascoltando il disco, che come in molte altre analoghe situazioni d’esordio porta il nome della band, e quindi Rostro Del Sol, sembra di trovarsi in sala prove con i primi Santana anche se la band, pur mantenendo uno stile assimilabile, almeno ora come ora, è comunque ben lontana come concetto musicale da quel sound. Certo qui si naviga davvero in territori che gravitano tra gli anni 60 e 70 ma se il fine giustifica i mezzi, beh allora possiamo dire che in questo caso ne vale la pena. Già dal primo pezzo, Effect Of Creation sembra di essere catapultati in un mondo dove i colori si incrociano, si incontrano, si scontrano, si dividono componendo alla fine quell’ologramma che è la mente umana, viaggiatrice per natura che trascina l’uomo verso lidi diversi. Il brano è davvero impressionante, un coacervo di suoni che viaggia tra atmosfere ad alto tasso di contaminazione. La successiva Solar Flare sembra l’apertura woodstockiana di Soul Sacrifice dei Santana, ma se la terra è quella non c’è da meravigliarsi. E Mitch Balaant, il chitarrista della band, si sente che è un grande estimatore del Carlos più smanettato che conosciamo. Il pezzo successivo, Backyard’s Blues nel proseguire sulle line sonore finora ascoltate, sfodera una serie di passaggi stravolgenti che denotano la passione, la maestria strumentale e la voglia di fare musica di una band che se apparentemente idolatra con i suoni le rock-blues band del passato, possiede in realtà tutti i segreti del suono per proporre del buon sano rock contaminato con maestria e reso unico allo stesso tempo. Il disco prosegue con Bop C Sketches che nella sua costruttiva complessità, sembra lo sfogo di una band i cui membri si rincorrono musicalmente riuscendo però a cucire delle armonie uniche oltre che sonorità come non si ascoltavano da tempo.  Un disco che fin qui ha pienamente dimostrato come la formazione dei Rostro Del Sol possegga quella tecnica strumentale così rara ai giorni nostri – e lo diciamo senza alcuna nostalgia. Chiude la splendida Tales… I-III dove un progrock con chitarre che navigano tra blues e pure rock, si congiungono in un psichedelico suono stile  Barrett & C. Un disco che ha dentro tutto il progressive jazz rock come non lo si sentiva da tantissimo tempo, e se questo è il buongiorno…….buon ascolto.

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