Pip Carter – The End From The Beginning Pt. 2

Se dall’inizio l’apertura è quella di un seguace della prima era pinkfloydiana con quei suoni da “viaggio” lisergico, anche in questa seconda parte di The End From The Beginning Pt. 2  c’è tutto il sound della produzione psichedelica che ha sempre accompagnato il rock dei “viaggi”. Quello che qui possiamo notare con tanta convinzione è la dolcezza e la delicatezza dei pezzi che sono stati prodotti, brani che accompagnano con piacere ad un ascolto spensierato e gradevole. Era già successo con la prima parte di The End From The Beginning ma qui, in questa seconda uscita contemporanea, sembra come se tra la prima e la seconda parte si sia voluto marcare il sound prodotto, vale a dire il primo disco dedicato a passaggi più corposi mentre in questo si va verso dolcezze  più palpabili. Ed infatti dall’apertura con Sunlight In Her Eyes fino alla chiusura con Too More How è veramente gradevole ascoltare questo disco che conduce ad uno stato di rilassamento unico, quasi torpore di spensieratezza che oggi ci manca un po’ nella situazione in cui siamo. Peccato per i tanti musicisti come Claudio Luppi (in arte Pip Carter) che producono bellezze sonore che non possiamo ascoltare, per ora, in quel formato live che a tutti manca. Siamo convinti però che alla produzione di così tanto materiale non si può rinunciare per diversi motivi, uno su tutti la qualità, la semplicità e la complessiva proposta di Pip Carter che si mantiene ancorato sulle idee della Pip Carter Lighter Maker che hanno contribuito a forgiare l’underground di base in quel di Modena.

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