Mattatoio5 – Escapes

Tra musica visionaria, post-rock ed una ricercata sperimentazione, questa band, nata tra Padova e Venezia, si presentò nel 2015 con Cheap Pop un disco che proiettava già l’idea di questa nuova produzione della quale ne parliamo qui oggi. Il loro è un sound che se pur da un lato strizza l’occhio al post-rock d’annata, dall’altra richiama atmosfere che hanno a che fare con una nostra vecchia conoscenza irlandese che qui non nominiamo per opportunità ma che nel loro album più orientato verso l’elettronica mista al rock, costruirono, come questi ragazzi veneti, la loro maturazione. Se prendete ad esempio Untie Me incisa con la partecipazione di Adeena Karasick, vi sembrerà che qui siamo in una sorta di allucinazione wilsoniana che nulla toglie ad Adeena, la brava poetessa canadese, che presta alla band sonorità non facili da trovarsi in giro di questi tempi. E senza parlare di Escape che, con la partecipazione di Romina Salvadori, diventa la vera perla di questo disco capace di abbracciare stili affascinanti e diversi fra loro tanto che, il lavoro diventa difficile da assorbire con pochi ascolti.

Si perché Escapes è un disco dalle mille sfaccettature, un disco che elargisce sensazioni a valanga oltre che grande musica. Sarà che la produzione è curata da Amaury Cambuzat degli Ulan Bator, musicista che ebbi la fortuna di conoscere tanti anni fa in una afosissima estate, sarà che i Mattatoio5 sono grandi musicisti e basta, ma questo Escapes è il segno di una maturità acquisita e di una padronanza che le composizioni musicali qui presenti sono tutte apprezzabilissime. Ho letto a proposito di questi ragazzi che i loro riferimenti musicali potrebbero ben essere il Bowie degli anni ottanta o, addirittura, i Joy Division ma, se devo essere sincero nei Mattatoio5, da ciò che sento, vedo solo dei ragazzi ispirati da grande musica, oltre che animati da tanta voglia di creare; insomma più che Bowie e Joy Division in loro è possibile apprezzare il genio e la compostezza di un certo Brian Eno.

Ma lasciamo stare questi paragoni perché Escapes è un disco sapiente, sperimentale, pop ed assolutamente fantastico! Come faccio a dirlo? Basta ascoltare Lost In Time per capirlo e ricominciare daccapo con Hey There.

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