Divide And Dissolve – Gas Lit

Gas Lit è un viaggio nell’animo umano, nel suo sapersi nascondere evitando di far venire fuori quella parte che, invece, la riflessione potrebbe aiutarci a combattere.

Negli ultimi tempi, forse per evitare anche i sovraffollamenti, sono nate tante band composte al massimo di due elementi, spesso connotate da batteria e chitarra. Difficile poi che queste band tendano ad essere composte solo da donne, e ciò non venga preso come denigratorio anzi, se ce ne fossero di più di genere femminile meglio,  ….. dicevamo … ma per fortuna la musica non ha confini così come tante altre arti e, ci siamo ritrovati ora ad ascoltare questo disco, Gas Lit che, per nostro modesto conto, è un disco spaziale come non se ne sentivano così da diverso tempo. Spaziale non vuol dire assolutamente votato allo space rock, ma sostenuto da tanta buona musica ed idee. Già, perché queste due ragazze provenienti dall’australiana Melbourne sanno proporre musica con un fervore che è pura ipnosi. Ai non aficionados questo disco potrebbe apparentemente segnare rumore mentre, i sostanziali suoni che vi sono contenuti sono oltre a sinfonia spaziale che viaggia tra doom e sperimentalismo di qualità. Come accade ad esempio con la terza traccia Did You Have Something To Do With It che è una poesia dolorosa accompagnata da un lontano suono di synth prima che Denial giunga a farti riflettere su un altrettanto dolorosa e spigolosa analisi di questo bel prodotto dove anche gli archi sviscerano tutto il contesto di un “rifiuto” generale delle attuali condizioni in cui viviamo che lo si può intendere in diversi modi. Gas Lit è un disco che crea luce ed oscurità, paura ed angoscia, riflessione sull’umanità e sul senso di appartenenza ad una razza che non sa più dove andare, e le esplosioni di suoni contenute in Far From Ideal diventano il succo di quell’autodistruzione che l’umanità persegue più di tutto, attraverso anche quel senso incoscienza che non sappiamo dove ci porta o ci ha già portato. E le due musiciste australiane hanno bene in mente che solo riuscendo a dividere e dissolvere la supremazia dei più forti verso le minoranze, per una globale riappacificazione umana, tutto sarebbe più semplice. Lo dimostra la calma e la tranquillità di un brano come Interlude IV che è quello che un po’ tutti ci aspettiamo, il raggiungimento di una equità globale, la realizzazione di un sogno che appartiene all’umanità sin dalla nascita. Gas Lit è un viaggio nell’animo umano, nel suo sapersi nascondere evitando di far venire fuori quella parte che, invece, la riflessione potrebbe aiutarci a combattere. Questo disco aiuta a capirlo fino in fondo grazie ad una musica che sta tra doom e spazialità.

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