ASINCRONIA – Inverso

Quanto vi proproniamo qui è il sunto delle nostre riflessioni e sensazioni per aver ascoltato un rock gradevole, pregevole e pensato, che in questa produzione esplode in tutta la sua manificenza. E meno male che è un esordio

Giovani ma già grandi come band questi Asincronia che con l’album appena pubblicato, Inverso, dimostrano una maturità ed una padronanza che nel rock non è facile ottenere con immediatezza. E lo sbarco nel vasto terreno del rock italico non è semplice davvero, ma questa band che si muove sulle linee di un rock essenziale a volte toccato dal prog, ci offrono un sound che se in studio ottiene un risultato così lusinghiero, speriamo per loro (e per noi tutti) ritorni al più presto il tempo dei live tra la gente. E si, perché il rock come quello degli Asincronia, ha bisogno di viaggiare negli spazi aperti, magari nei teatri, ma gli spazi aperti per la loro musica sarebbero davvero una manna dal cielo, quel cielo che tutti si aspettino torni a splenere su una terra senza virus. Già dalla copertina che è un bel artwork d’ispirazione, si capisce che quanto c’è poi dentro è davvero un bel lavoro, curato nei suoni, nei passaggi, nei testi come nelle melodie e ritmiche presenti. E poi, il semplice fatto di aver scelto di cantare tutto in italiano, la dice lunga su come questi ragazzi siano sempre più proiettati verso un futuro di ottima band del nostro panorama musicale. DAI temi trattati poi, traspare tanta voglia di vivere, una voglia di vita e di speranza che in questo nostro tempo non guasta anzi; infatti già dal primo brano, il quasi ancestrale “I baci accadono” aperto da uno splendido gioco di basso e batteria con incastri tastieristici, la dice già lunga su dove gli Asincronia vogliono arrivare visto che l’esplodere di un rock semplice ma efficace riesce a prenderci subito trasportandoci nella bellezza di questo disco. Un po’ mi sembra di risentire i primi echi di band ormai mature e sul terreno da diversi anni, ma questi ragazzi che con questo esordio si preparano di certo ad un percorso lusinghiero, speriamo porti subito loro quelle soddisfazioni che ogni musicista si aspetta. Ritornando al disco con la successiva Me, brano grazie al quale li ho scoperti, la storia narra del ricordo di un bambino fissato nella mente di un uomo che non riesce ad andare avanti come se il suo presente fosse solo l’eco di azioni passate e, aggiungiamo noi, quanti non hanno attraversato questo momento? Il fatto poi che tutto sia accompagnato da un rock semplice ed essenziale, senza fronzoli, senza impennate ma su una scala lineare di incroci tra chitarra e basso, dove voce e cori brillano, è il chiaro effetto di scelte compositive azzeccate. XII è sicuramente il pezzo che ci ha colpito di più perché si presta benissimo sia a scenari cinematografici (un po’ pinkfloydiani) che a scenari da grande spettacolo live. Ed infatti, come scrivono loro, con pre XII c’è la sperimentazione di un breve brano dentro un altro brano più ampio e così, quando XII esplode il tappeto di suoni viaggia sui binari di un rock cangiante che propone, attraverso il tempo, la visione di un mondo fatalista dove proprio il tempo diventa il vero padrone di tutto, ciò che viviamo attimo dopo attimo. La metrica di questo passaggio è davvero un esempio di carattere musicale che nel rock non sempre è facile da ottenere e così, quando giunge Mirror Noir quel rock che a questo punto ci aspettavamo arriva esplosivo, coinvolgente e dirompente e si presenta sotto le vesti di un gran bel pezzo che, come dicono gli Asincronia, parla “dell’influenza che hanno su di noi i nuovi mezzi di comunicazione, che in cambio della possibilità di apparire ci porta ad isolarci, a condannarci ad un paesaggio ostile, una strada che percorsa a folle velocità durante un sogno ci porta veramente verso la solitudine”. E mentre con Eterni Attimi si giunge alla fine di questo lungo cammino che porta la certezza di una notte al termine, l’esplodere dell’alba dinanzi a noi è il segno più eloquente che con il passato ormai alle spalle comunque, qualcosa è ancora rimasta qui, cioè la voglia di combattere, di voler continuare a vivere, di voler a tutti i costi proseguire ad assaporare la vita che, pur riservandoci a volte sorprese, va sempre gustata attimo dopo attimo nella convinzione che tutto ci è possibile, anche salvarci. E se il passato ci ha lasciato qualcosa, quello che abbiamo ascoltato, quel rock gradevole, pregevole, “pensato”, è certamente il meglio di quanto potessimo aspettarci da una band che è all’esordio. E che esordio! Conclusione? Disco consigliato!

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