Il Pozzo Di San Patrizio – Vagabondo Rebelde

Vi ricordate di Goran Brekovic? e della vecchia Premiata? Beh a questo punto basta perché ciò dovrebbe essere sufficiente ad incuriosirvi e quindi a questo punto vi resta solo un’unica alternativa; quale? Andate subito ad ascoltare questo bel disco Vagabondo Ribelde realizzato da Il Pozzo Di San Patrizio che si presenta con un bel folk rock appassionato, pieno di derivazioni popolari, spesso con richiami anche ad altre musiche lontane come quelle irlandesi per esempio. Ma analizziamo meglio nel concreto questo lavoro che ci è pervenuto dalla solita redazione di Rockgarage. Mentre il disco scorre, ciò che mi si para davanti sono momenti che mi scorrono davanti ricordandomi vecchie esperienze come quelle vissute con i De Andrè, gli Inti Illimani, i Modena City Ramblers, insomma con tutti quegli artisti ed autori che hanno reso la musica un messaggio politico con la P maiuscola, senza mai strafare, senza mai citare nomi ma facendoli intuire attraverso i testi poi, Guccini a parte, tutto è scivolato un po’ e non ci è rimasto nulla forse perché la politica è cambiata (in peggio) per cui non perdiamo più tempo anche se qui Decadi fa riflettere su tutto quanto ho finora detto. Il sound de Il Pozzo Di San Patrizio è sempre più coinvolgente fatto con quegli strumenti che per anni hanno accompagnato le scelte di grandi autori dei quali, il primo lo abbiamo già richiamato mentre ora ci viene in mente il grande Guccini che di politica ne ha fatta tanta con le proprie canzoni anche se alla fine sia De Andrè che Guccini sono risultati essere dei poeti. E non lo sono da meno questi ragazzi de Il Pozzo Di San Patrizio che con questo Vagabondo Ribelde recuperano folk, dialetto ed intrecci di musica che ritrovo spesso nelle mie pizziche. Il fatto poi che ad esempio in Storie D’Amore E Migrazione usino il dialetto ed una martellante fisarmonica, come accade nella più semplice delle canzoni popolari, dimostra come Il Pozzo Di San Patrizio sia in grado di smuovere tutta la musicalità che gli è propria propria. Lo dimostra la dolcezza de Dal Vangelo II probabilmente il pezzo più a portata delle nostre orecchie, pezzo che con la chitarra acustica che percorre tutto il brano sprigiona una musica dove la voce sembra appoggiarsi dolcemente per riposare. Non Ti Reggo Più come dice il titolo stesso, mi riporta subito a Rino Gaetano ma qui siamo lontani come sound e composizione e senza nulla togliere al grande Rino, qui si continua nella piacevolezza di un disco che parla di un senso perduto delle cose che speriamo tornino ad essere quelle di sempre. In conclusione, e nella speranza che quanta più gente possibile riesca ad ascoltare questo disco che lascia di stucco, ci è sembrato che Il Pozzo Di San Patrizio nello scrivere musica ci ha messo tanta di quella energia pura che la si ascolta in tutto l’album, e se non bastasse a noi ha fatto l’effetto di gasarci ….., provate ad esempio con il blues di Vuoi Bere Con Me! Ah dimenticavo forse qualcuno ascoltando Vagabondo Ribelde potrebbe ricordarsi dei Modena City Ramblers….bene, sono lontani anni luce da questi ragazzi.

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