Eagon – Equilibrium (Pt. 2)

Giorni fa per un sito che si occupa di musica rock avevamo recensito l’esordio di una band pugliese, gli Hora Prima, che ha realizzato un bell’album dal titolo L’Ora Delle Genti. Di quella band fa parte anche Valeria Tritto, bassista dalle grandi sonorità che ama così tanto il rock da dividersi anche con un’altra band, gli Eagon, nati nel 2018 proprio per sua iniziativa. Per questo progetto la Tritto ha avviato una collaborazione con la vocalist Monica Cimmarusti dando così forma a brani che sembrano siano rimasti nel cassetto per diverso tempo. Alle dure rocker si è unito poi il chitarrista Davide Pinto ed è così che nel 2019 è nato il primo singolo I Want To Die As An Astronaut insieme ad un videoclip. Gli Eagon, costretti come tanti di noi a stare tappati in casa causa covid, si sono messi di gran lena e nel giro di pochi mesi hanno realizzato lo scorso anno ben due lavori: Equilibrium (Pt. 1) ed Equilibrium (Pt. 2). Ora, recensire per il nostro garage rock Equilibrium (Pt. 2) non sarebbe stato possibile se prima di tutto non avessimo ascoltato Equilibrium (Pt. 1) e ciò anche per capire l’evoluzione delle sonorità e le scelte di stile che la band “quasi al femminile” ha fatto. Ascoltando Equilibrium (Pt. 1) tutto sembra trovarsi al posto giusto, non ci sono sbavature pur essendo un lavoro d’esordio che spesso risultano pieni di difetti mentre, qui, tutto fila liscio come l’olio. Qui ogni nota ed ogni passaggio si fondono perfettamente senza sbavature di sorta tanto che, alla fine l’ EP oltre ad essere gradevole si lascia ben ascoltare grazie a quel bel rock che difficilmente si ascolta. Tutto ciò, probabilmente, è dovuto anche al fatto che questa giovane band pugliese ha in Valeria Tritto non solo l’ispirazione ma anche la caparbietà insieme agli altri di sapersi calare nei panni di un rock tutto stile, meglio ancora  ….. niente fumo ma tutto arrosto. Sarà che il loro rock è molto più sinfonico, e questo è anche un bene perché così non ci si trova con un prodotto troppo omogeno, sarà che sul tam tam del basso gira tutto il resto della band, e questo è assodato dall’ascolto, ma tutto questo Equilibrium (Pt. 2) è l’evoluzione dell’equilibrio che già con il primo EP si cercava. E bastano sei brani a dimostrare tutte le capacità espressive di questa band che mi ricorda la forza musicale di un’altra musicista che ho conosciuto un po’ di anni fa, Christine IX che, oltre a realizzare lavori eccellenti, ha dimostrato di avere coraggio nell’affrontare le atmosfere più dark che l’hanno poi “coniata” come artista. Con questo disco e questa band si può viaggiare tranquillamente con la mente, lo si può fare sena paura di poter volare e poi cadere giù facendosi male. Il loro è un rock che anche per chi ha gusti diversi (come me, ma quando si recensisce un disco i gusti bisogna metterli da parte ed essere solo obiettivi) prende eccome perché non è né troppo rude, né troppo elastico anzi è rock e basta. Con questo disco, Equilibrium (Pt. 2), la band barese dimostra pienamente oltre che di essere brava di avere le idee chiare nel creare musica. Fondere il sinfonico con il folk metal, fare rock con uno stile ricercato e personale, inanellare una serie di brani piacevoli all’ascolto è segno di una forte personalità e di una notevole maturità stilistica e musicale che ha ancora tanto da dare. E così nel chiudere questa nostra recensione in cui non c’è più nulla da dire, permetteteci un’ultima cosa: a noi sembra che ancora una volta il Sud, anzi la Puglia, dimostra di essere terra dove tutti dicono “it’s only rock’n’roll”!

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